Il mito di Persefone: la regina che unisce il buio alla luce

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Il mito di Persefone: la regina che unisce il buio alla luce

Il mito di Persefone: la regina che unisce il buio alla luce.

Demetra e Persefone

Demetra e Kore in un tenero abbraccio

Molti reperti archeologici raffigurano Persefone (Kore) con una spiga: dal chicco di grano, seminato nella terra, nascerà una nuova spiga che verrà tagliata al culmine dell’estate, perché il ciclo ricominci.
Nel simbolo sono rinchiusi il passato, il presente e il futuro, inteso come continuità della specie che la donna assicura. Il mito definisce il percorso dell’identità femminile, dalla tenera età alla tarda età, con i suoi effetti psicologici. Nella prima parte del mito, Demetra e Kore sono l’una nell’altra, in un tenero rapporto simbiotico, in una dimensione fusionale non soltanto fisica ma soprattutto psicologica.

Benché sia una fanciulla, Persefone dorme ancora abbracciata alla madre.

Entrambe sono l’una lo specchio dell’altra, il modello in cui ciascuna riflette la propria identità. Tuttavia la Figlia deve separarsi dalla Madre per poter crescere.

La necessaria separazione dalla madre per il raggiungimento dello stadio di donna adulta è simboleggiato dalla melagrana rossa. Allegoricamente può rappresentare sia l’evento mestruale che il sangue della deflorazione. La separazione tra figlia e madre è un evento importante per entrambe nell’acquisizione delle proprie identità.

Entrambe dovranno fare i conti con le modificazioni fisiche ed entrambe dovranno separarsi l’una dall’altra.

Hades rapisce Persefone

Hades rapisce Persefone

La ragazza incentrerà la sua attenzione sulla perdita del corpo infantile e sull’avvento del corpo sessuato. Questo sarà sancito dalla ciclicità mensile: non più figlia, ma moglie, non più Kore-fanciulla bensì Proserpina, regina degli Inferi.
La madre dovrà accettare invece gli ineludibili segni di modificazioni fisiologiche ed estetiche e cominciare ad elaborare la futura perdita della capacità di generare.

Simbolicamente è come uno sprofondare nel mondo degli Inferi, un’immergersi tra gli strati più profondi della psiche, nel luogo dove giacciono sepolti ricordi di tempi trascorsi e sentimenti passati. Tuttavia ogni donna, prima o poi, sarà in grado di ritornare dagli Inferi sulla terra. In altri termini saprà dare ai cambiamenti legati all’identità femminile una risposta adeguata e ristrutturare in maniera positiva il proprio Sé. Nel mito il passaggio è rappresentato da Proserpina, divinità psicopompa, in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli dei e il Regno dei Morti.

E non fa nessuna meraviglia che i Misteri d’Eleusi prendessero le mosse da questo rapimento trasformato in matrimonio dal diritto e non certo dall’amore.

Il loro inizio si perde nella notte dei tempi.

Se ne trovano tracce nei documenti del VII secolo a.C., ma si hanno varie testimonianze della loro esistenza in epoca micenea (secoli XVI-XIII). Il culto è chiaramente di origine pre-ellenica e rimanda alle Dee Madri, presenti in tutto il Mediterraneo da tempi immemorabili. Tutte le antiche civiltà del Mediterraneo venerano la Potnia, ovvero signora, patrona, potente, ossia la terra, la Grande Madre, che dà la vita e sperimenta la morte per poi tornare in vita.

Demetra PersefoneÈ depositaria delle forze della natura e del ciclo vitale, sempre raffigurata con una torcia alta nella sua mano, il fiore ancora chiuso, simbolo della virtù generante, e la melagrana matura, simbolo di fecondità e sessualità. C’è un naturalismo di base, in cui le divinità sono ctonie, cioè connesse con la terra, la vegetazione, il suolo, in un ciclo perpetuo che genera, distrugge e genera nuovamente.

 

 

Bibliografia essenziale:

Paola Tranchina, Maria Pia Teodori. Afrodite, storia e psicologia di un mito.  Edizioni Magi 2011

 Jean S. Bolen. Le dee dentro la donna​. Una nuova psicologia femminile. Astrolabio 1991​

Giuseppe Maiolo. Adolescenze spinose. Come comunicare senza fare (e farsi) del male. Centro Studi Erickson 2006

Vegetti Finzi, Silvia. Il bambino della notte. Divenire donna, divenire madre. Mondadori 1993

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